Nikon Monthly Podium, 2° posto

LUGLIO 2016


 

Mursi Woman

I AM | GIUSEPPE D'AMICO



Al secondo posto del podio si classifica la fotografia Mursi Woman di Giuseppe D’Amico. L’esotismo può essere una trappola, pieno di stereotipi e cose mille volte viste. Figurarsi quando si applica a un soggetto come le popolazioni indigene con usi che risultano, per il visitatore occidentale, primordiali perciò singolari. Ma in questa immagine, scattata tra i Mursi della Valle dell’Omo in Etiopia meridionale, Giuseppe coglie un’espressione, una luce, un’intensità, che restituisce forza al ritratto pur così in primo piano. Non vi sono elementi di contestualizzazione intorno, è tutto concentrato su quel volto dipinto, quell’acconciatura stravagante, quel piatto labiale unico, di legno o terracotta, che le donne Mursi inseriscono nel labbro inferiore quando raggiungono la maturità sessuale: segno di bellezza e identità, introdotto secondo alcuni per scoraggiare i mercanti di schiavi, collegato secondo altri alla consistenza della dote richiesta, oggi di certo elemento di attrazione per i turisti e fonte di guadagno (le mance) per l'intera comunità.

Un consiglio: vigilare sempre sull’archetipo del selvaggio e le dinamiche che si instaurano tra turista-viaggiatore-fotografo e il primitivo-autentico-(ri)costruito.

Citazione: «I popoli indigeni hanno sviluppato stili di vita largamente auto-sufficienti e straordinariamente diversi. Molti dei farmaci utilizzati dalla medicina occidentale e degli alimenti base del mondo ci vengono da loro, e hanno salvato milioni di vite. Tuttavia, i popoli tribali sono descritti come arretrati e primitivi semplicemente perché i loro modi di vivere comunitari sono differenti»,
Survival (movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni)

Musica e Danza: un gruppo di Mursi si esibisce all'Arba Minch Festival of a Thousand Stars.


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